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| "il sogno" - Rousseau
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| Associazione METIS
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Il volo nella letteratura, nei miti e nei sogni.
Il volo ha sempre animato molto interesse e curiosità nel corso dei tempi da parte dell'uomo. Diversi richiami ad esso sono arrivati da vari ambiti della cultura.
Quello che desideriamo quì proporvi sono alcuni modi in cui il volo è stato trattato in alcuni ambiti della nostra cultura.
Perchè ci=? Perchè attraverso questo percorso prettamente culturale è possibile cogliere il modo di pensare il volo da parte dell'uomo, come si è evoluto, cosa ha significato. perchè è stato desiderato, ma anche perchè è temuto.
Solo in questo modo, solo attraverso questo percorso all'interno del fascino e del desiderio dell'uomo di volare simbolizzato attraverso le arti è stato reso possibile, oggi, il volo umano.
Ecco come è stato trattato il volo umano nella Letteratura, nei Miti, e nei Sogni.
Il volo nella Letteratura.
Sono diversi i testi che parlano di volo. In ognuno di questi testi il volo raffigura ed è usato con significati che possono essere diversi tra di loro.
Il primo testo che ci piace citare è quello di "Peter Pan" di J. M. Barrie. Peter Pan, personaggio assai studiato, ma sempre in grado di affascinare e stupire, è il simbolo del bambino che vuole fermare il tempo, che vuole rimanere eternamente fanciullo. E' l'emblema del rifiuto di crescere. Per Peter Pan volare è l'espressione del desiderio oltre ogni limite, la possibilità di osare, di essere libero. Diventare adulto comporta accettare il "limite" di crescere, accettare la realtà che non siamo più bambini e essere quindi privati dei privilegi e delle possibilità altrimenti riservate.
Un altro testo particolarmente significativo è "Il Gabbiano Jonathan Livingston" di Richard Bach. Jonathan Linvingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi del cibo e impara ad eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia.
Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto nonostante i pregiudizi degli altri; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica. Con Jonathan il lettore viene trascinato in una entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà.
La passione per il volo (oltre che scrittore è anche pilota) ritorna anche in altri testi dello stesso Richard Bach. Basti ricordare tra questi "Un ponte sull'eternità" oppure "Biplano".
Sicuramente attuale e assai concernente la particolare attenzione posta dal nostro lavoro e celebrata dal sito è il libro "Paura di Volare" di Erica Jong. Paura di volare è la storia di Isadora Wing. Isadora è bella, appassionata e sessualmente infiammabile, ma ha una terribile paura di volare, paura della sua forza e della sua libertà. Desiderio del volo e paura delle conseguenze sono un elemento che ritorna nel racconto.
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Il volo nei Miti.
Dall'antichità al rinascimento, l'umanità ha manifestato il desiderio di volare come mito e quindi come un'azione impossibile o soprannaturale; la leggenda di Icaro è infatti emblematica.
Imprigionato, assieme al padre Dedalo, nel Labirinto dell'isola di Creta creato dal padre stesso che aveva aiutato Arianna e Teseo a uccidere il Minotauro, riuscì ad evadere con l'aiuto di Pasifae indossando le ali costruite con piume e cera dal genitore. Dedalo si salvò, ma Icaro, senza tener conto degli avvertimenti paterni ("ti avverto, Icaro, dovrai mantenere la tua corsa a un'altezza media ..."), inebriato dal volo si avvicinò troppo al Sole che sciolse la cera facendolo precipitare in mare.
Icaro è l'immagine delle ambizioni smisurate dello spirito, il simbolo dell'intelletto divenuto insensato, dell'immaginazione degenerata. Icaro rappresenta il nevrotico e la sua sorte. Il tentativo insensato di Icaro è rimasto proverbiale per indicare la nevrosi al suo più alto livello, che diviene una forma di malattia dello spirito: la mania di grandezza, la megalomania. Icaro è il simbolo dell'eccesso e della temerarietà, dell'alterazione del giudizio e del coraggio.
Molte altre sono le leggende che, pur nascendo da culture diverse, narrano di voli fantastici: Etana sovrano sumerico vola sul dorso di un'aquila; Alessandro Magno si fa trasportare da uno stormo di uccelli e ancora Sindbad il marinaio o, in epoca più recente, il barone di Munchausen che cavalca una palla di cannone e ancora oggetti e creature magiche quali draghi, tappeti volanti, carri trainati da cavalli alati...
Nei miti, come anche nei sogni, il volo esprime un desiderio di sublimazione, la ricerca di un'armonia interiore, di un superamento dei conflitti.
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Il volo nei Sogni.
Anche nei sogni ricorre l'immagine del volo, sia come possibilità di librarsi come un uccello, sia come caduta nel vuoto, e quindi l'impossibilità di volare.
Anche nei sogni il volo esprime un desiderio di sublimazione, la ricerca di un'armonia interiore, di un superamento dei conflitti. Volare esprime il proprio desiderio di elevarsi.
Simbolicamente significa non poter volare. Più si esalta questo desiderio, più questa incapacità diventa angoscia. Il sogno del volo termina nell'incubo di una caduta: espressione simbolica della realtà vissuta, degli insuccessi reali, conseguenza ineluttabile di un atteggiamento falso verso la vita reale.
L'immagine del volo è un sostituto irreale dell'azione che converrebbe compiere. Non sapendo, o non potendo, o non volendo compierla, si richiede ad un sogno di realizzarla, superandola.
Tuttavia, all'attivo del desiderio e del sogno di un volo vi è il simbolo di un'ascensione sul piano del pensiero o della moralità: ma di un'ascensione più immaginaria e velleitaria che proporzionale ai bisogni e ai mezzi reali.
E' singolare osservare in questa prospettiva analitica del simbolo che i voli spaziali, i progetti interplanetari possono celare l'incapacità da parte di grandi nazioni industriali di risolvere i problemi umani posti dallo sviluppo economico e sociale. Non sapendo, non potendo, o non volendo utilizzare le loro immense risorse a beneficio dell'uomo, esse s'involano al di sopra della terra.
Si rivela quì una psicologia collettiva per cui la volontà di affermare la propria potenza nel cielo compensa un sentimento d'impotenza sulla terra. Vi è qualcosa d'infantile in questo gigantismo scientifico che testimonia l'incapacità di questa società a risolvere i propri problemi. E'come se non fosse in grado di assumersi il compito di ordinare il proprio destino. Essa rinnova il mito di Icaro e fugge da se stessa, credendo di elevarsi verso il cielo.
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