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| "La siesta" - Gaugin
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| Associazione METIS
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Domande sul progetto "il Piacere di Volare"
Ma voi garantite il successo?
Riteniamo di avere elaborato e collaudato un percorso riabilitativo che dà dei risultati significativi sia sul disturbo, sia sulla qualità della propria vita.
E' da tener presente una cosa che è molto importante. Pensiamo che chi si rivolge a queste iniziative sia una persona che si senta già 'imputata' della propria paura, cioè si renda conto che parte dalla sua vita, dal suo modo di pensare, e che lui ci può fare qualcosa. E' questa la cosa fondamentale.
Durante l'attività si viene stimolati su determinati aspetti problematici aperti dai propri pensieri e si indagano nuove risposte, più salutari per l'individuo. E' a partire da questo lavoro che riteniamo possibile un superamento del problema, un abbandono del pensiero di paura.
Qual è il vostro approccio al problema?
Crediamo fermamente che il problema di queste persone non sia un problema di scarsa conoscenza del mezzo. Nasce invece da una storia di vita con dei nodi aperti (rimossi, accantonati, non più pensati) e da un significato simbolico peculiare per quel individuo, dando origine così a questa sintomatologia.
Abbiamo messo al centro del nostro lavoro la sofferenza della persona, la sua vita, i suoi pensieri, il modo in cui si sono andati formando. Insieme cercheremo e indagheremo delle nuove alternative, delle nuove risposte più salutari, perché ve ne sono. Il pensiero legato alla paura così cadrà, non più alimentato da un oggetto esterno che provoca ansia, l'aereo, e lascerà spazio a una nuova dimensione del volo, quella del piacere di osservare il mondo da una prospettiva diversa.
Perché ritenete che questo approccio sia migliore?
Non possiamo dire che sia migliore degli altri, è diverso, punta l'attenzione su aspetti nuovi, più centrali della vita della persona, e non solo sintomatici. Per la prima volta il disturbo viene 'usato' e non semplicemente aggirato. Il vantaggio è che si può mettere mano, e risolvere, il disagio sotterraneo, e non abituarsi a conviverci. Si porta a casa qualcosa di più che risolvere la propria paura di volare, si può tornare a casa con strumenti attraverso i quali osservare le problematiche che sono sollevate. Questo è ciò in cui crediamo, è frutto del nostro modo di vedere la vita dell'uomo, non concepita in maniera spezzettata, schizofrenica, ma unitaria!
Possiamo invece dire di essere gli unici ad avere un approccio di questo tipo al problema di chi ha paura di volare e che tale orientamento è frutto del nostro lavoro, del nostro pensiero, organizzato, testato e proposto.
Pensate di ottenere dei risultati senza tecniche?
Non usiamo tecniche di rilassamento o di autocontrollo non perché non siano efficaci, ma perché non ci crediamo e abituano il soggetto a convivere col problema piuttosto che stimolarlo a superarlo. Usiamo invece, nella nostra prassi lavorativa, qualche tecnica più artigianale, più su misura delle persone presenti: la consideriamo un ottimo complemento, un di più per scardinare qualche portone che inizia a scricchiolare.
Arrivate in tutte le città?
Dopo il rodaggio a Torino ci siamo organizzati per raggiungere le città ove sorgono le richieste.
In cosa si differenzia questa proposta da altre analoghe?
Anzitutto abbiamo un approccio originale al problema. Non puntiamo sulla conoscenza del mezzo, quanto sugli aspetti inconsci e simbolici della paura di volare, sul pensiero del soggetto. Ciò ci consente una maggior attenzione alla sofferenza individuale.
Altra differenza è la molteplicità delle proposte. Proponiamo varie formule di Seminari per avvicinarci ad esigenze del tutto diverse.
Inoltre cerchiamo di seguire le persone sia attraverso l'attività seminariale, sia nel momento del vero e proprio volo, sia nella propria attività quotidiana sino alla risoluzione del disturbo.
Siamo sempre presenti accanto alla persona. Da quì le proposte sia dei Battesimi del Volo sia dell'Accompagnamento durante il Volo.
Altra caratteristica è la decentralizzazione dell'iniziativa. Solitamente queste attività sono svolte a Milano o Roma: la nostra sfida è portare, per così dire, in periferia tale attività.
Mi dica un buon motivo per cui una persona dovrebbe darvi fiducia?
I motivi possono essere diversi. Serietà di fondo, etica del proprio lavoro, capacità di ridiscutersi, orientamento al cliente e alle sue esigenze ... ma forse quello che ci rende più orgogliosi del nostro lavoro è la fiducia nell'uomo e nel raggiungimento del proprio benessere.
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