Il progetto 'Il Piacere di Volare'


 
Natura morta con candela - Claesez
"Natura morta con candela" - Claesez







Associazione METIS
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Rumori e curiosità dell'aereo

L'aereo è sinonimo di rumori, almeno per coloro che lo vivono con particolare ansia.

Si cominciano a sentire tutte le variazioni rispetto ad un presunto equilibrio che tiene su l'aereo. Sarà normale oppure un segnale che qualcosa non va bene? Non sarà mica che stiamo per precipitare? E se ci spezziamo in due?

Effettivamente il rumore associato ad un mezzo per i più sconosciuto, poco famigliare, può amplificare le nostre paure, può agire come benzina sul fuoco delle nostre ansie.

Ebbene, proprio per cominciare un minimo a conoscere e familiarizzare con questo bestione così atipico, che compie questa cosa così strana per la nostra e sua natura che è quella di volare, lui, mezzo più pesante dell'aria, abbiamo pensato di introdurre alcune spiegazioni proprio sui rumori del volo ed altri fenomeni, quelli che sono del tutto normali, ma che molti scambiano per pericolosi.

Non è la soluzione al problema paura, ma almeno può servire a capire che il mezzo in sé è sicuro, siamo noi che lo pensiamo come cadente!

Abbiamo suddiviso gli argomenti nel seguente modo:
le turbolenze, le avarie ai motori, l'ammaraggio, il carrello bloccato, il fulmine, il cellulare a bordo, i rumori al decollo, i rumori all'atterraggio, il pericolo scontri in volo, la rotta seguita e le perturbazioni.

Le Turbolenze in volo

Le turbolenze sono all'ordine del giorno e non presentano particolari problemi nella navigazione. Sono fastidiose, si, ma non pericolose.
Quando c'è turbolenza l'aereo compie movimenti che possono inquietare: chi sta a prua o in coda su un Jumbo si accorgerà che le estremità dell'aereo oscillano a destra e a sinistra. Anche i motori hanno un continuo moto oscillatorio e le ali flettono vistosamente.
In volo di crociera, a bassa quota, ma anche ad elevate latitudini sono abbastanza frequenti le turbolenze specialmente nelle zone montuose o in determinate aree durante le trasvolate oceaniche: a bordo il passeggero può avere l'impressione che l'aereo sobbalzi, ma è soltanto la perdita e il recupero di pochi metri di quota, quel fenomeno che viene erroneamente definito come "vuoto d'aria".
La struttura dell'aereo può vibrare molto, anche violentemente, senza subire dei danni, anche se l'ala flette. Quest'ultima ha una flessibilità tale da potersi flettere verso l'alto e verso il basso di almeno 50 gradi sull'orizzonte (condizione mai raggiungibile nella realtà). Per esempio, durante una tempesta le ali di un Jumbo possono piegarsi per 18 metri, 9 in alto e 9 in basso senza spezzarsi. Strano, ma vero!

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Le avarie ai motori

Se un motore prende fuoco vi è il blocco immediato dell'afflusso di carburante e l'attivazione degli estintori. Le fiamme si spengono e il pilota può avviare la procedura d'emergenza di volo senza un motore.
La mancanza di propulsione su un lato provoca in un primo tempo l'inclinazione del velivolo e un avanzamento irregolare. L'intervento del pilota, che compensa l'asimmetria delle spinte, consente di ritrovare la traiettoria corretta. Gli aerei sono attrezzati per volare anche con un solo motore.
Un aereo di linea può atterrare anche se entrambi i motori non sono più in funzione. Se al momento del black out l'aereo si trova a 10 mila metri d'altezza gli restano ancora 180/200 km di autonomia.

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L'ammaraggio

Se le acque non sono particolarmente agitate il contatto non provoca eccessivi problemi. Se il velivolo ha mantenuto la tenuta stagna, il galleggiamento è discreto e si può così attendere l'arrivo dei soccorsi.

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Il carrello bloccato

Una leva d'emergenza garantisce l'uscita manuale del carrello. Se il blocco persiste, la procedura prevede lo svuotamento dei serbatoi di carburante e l'atterraggio sul ventre dell'aereo. La pista viene preparata con del materiale adeguato a consentire all'aereo di fermarsi senza spezzarsi.
Con una manovra corretta sono da mettere in conto gravi danni al velivolo ma si ha una sostanziale tenuta delle strutture.

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Il fulmine

Nel caso in cui un fulmine colpisca l'aereo, quest'ultimo funziona come una gabbia di Faraday: l'elettricità si scarica lungo la gabbia metallica senza far danni.

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Il cellulare a bordo

Le statistiche dicono che su ogni aereo sono almeno 10 i cellulari accesi, eppure non succede niente.

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I rumori al decollo

Subito dopo il decollo si sentono dei rumori sotto il pavimento: sono il segno della manovra di rientro del carrello e della chiusura dei portelli.
A 500 metri di quota l'aereo si raddrizza, e dà dunque l'impressione di abbassarsi. Il rumore cambia, ma è normale che succeda.
Mentre si sale si avverte un forte fruscio: è l'aria che viene pompata in cabina per pressurizzarla, cioè per mantenere all'interno una pressione accettabile.
Gli scricchiolii che provengono dalle pareti della cabina non sono l'indizio che l'aereo sta per spezzarsi, ma il frutto dei movimenti che il rivestimento di materiale plastico compie per adattarsi alla pressurizzazione e alle flessioni della struttura del velivolo.

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I rumori all'atterraggio

La cosa che impressiona di più è l'improvviso calo del ronzio dei reattori seguito da una perdita di quota: questo vuol dire che è iniziata la discesa.
Spesso si avverte tutta una serie di variazioni del rumore dei motori massimo-minimo-massimo … come se il pilota fosse incerto sul da farsi. In realtà di tratta di una discesa a gradini sotto la guida degli uomini radar, necessaria sempre e a maggior ragione quando c'è molto traffico e i vari aerei devono essere fatti scendere a turno.
A un certo punto l'aereo è percorso da una lunga vibrazione: è l'effetto della fuoruscita del flaps e degli slats, cioè di quelle estensioni delle ali che ne aumentano la superficie quando diminuisce la velocità per mantenere costante la portanza.
Stesse vibrazioni si avvertono quando escono i carrelli o entrano in funzione dei freni aerodinamici.

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Il pericolo degli scontri in volo

Tutti i velivoli che volano sotto controllo dei radar di terra sono separati da distanze più che sufficienti, dai 5,5 km in avvicinamento all'atterraggio ai 36 km in crociera.

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La rotta seguita

Ai più ansiosi non sfugge il fatto che la rotta non sia mai rettilinea. L'aereo infatti percorre le aerovie che collegano i vari centri di controllo a terra e che sono delle spezzate che procedono a zig-zag. Dobbiamo quindi abituarci a delle virate per noi incomprensibili, ma del tutto normali e previste dal percorso di volo.

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Le perturbazioni

Lungo la rotta vi possono essere delle perturbazioni. Il pilota, grazie al radar meteorologico le vede a decine di chilometri di distanza e devia per evitarle. Nel caso decida di passarvi in mezzo tutto si risolverà con qualche scossone.

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