Il progetto 'Il Piacere di Volare'


 
Caffè di notte - Van Gogh
"Caffè di notte" - Van Gogh




Associazione METIS
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Storia di Anna di Milano

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Anna di Milano, 40 anni

Io ho paura di moltissime cose, non solo l'aereo ma anche la nave, la barca, la funivia, la seggiovia, tutto ciò che non ha equilibrio, almeno secondo il mio punto di vista. Anche per me la paura è iniziata da grande, all'improvviso senza avvertimento, al momento di rientrare da una vacanza in Grecia. Ero con mia madre e mia sorella all'aereoporto di Corfù, avevo 15 o 16 anni. Ricordo di aver pensato che io non sarei salita sull'aereo (fino a quel momento avevo sempre volato tutti gli anni per andare in vacanza, sia con i miei che da sola, per andare in Inghilterra, mai una volta che abbia avuto paura di alcunché). Non avevo neppure paura di viaggiare, cioè di allontanarmi. Da quell'estate, da quel momento qualcosa si è rotto, non so. E ho avuto paura. Ma ho dovuto prendere quell'aereo perchè dovevo tornare a Milano e poi, subito dopo, dovevo andare in Inghilterra e ricordo di aver scongiurato i miei (ognuno dei quali in procinto per partire per proprie vacanze autonome) di non mandarmi ma ovviamente dovetti andare. Da allora ad oggi la paura non mi ha mai più lasciato. Per anni ed anni mi sono vergognata, mi sono sentita molto inadeguata. Poi ho fatto (e faccio) analisi ed ho imparato ad accettare e capire le mie paure, ma ancora non le ho superate. Anche se sto migliorando. Ora se mi si prospetta di partire per un viaggio, oppure io stessa lo propongo (una volta me ne guardavo bene!), non ho più una immediata reazione di panico, come prima. Ora mi godo la sensazione di poter partire, viaggiare, vedere il mondo etc. Non appena, però, inizio a concretizzare anche solo guardando i voli disponibili in Internet oppure avvicinandomi ad una funivia che sta per salire in posti meravigliosi, ecco che tutto si blocca ed io piano piano mi arrendo. Però ripeto un po' alla volta sento che riuscirò. Una decina d'anni fa sono andata in Thailandia. Fantastico, peccato che per tutti i 28 giorni che sono rimasta li ho pensato solo solo solo al volo di rientro. Terrificante! Non voglio più che sia così. Però un mese fa ho preso l'ascensore che c'è alla mostra permanente del cinema all'interno della mole antonelliana a Torino e non ho avuto panico anzi ho voluto farlo perchè volevo salire, volevo vivere questa emozione. Sono stata felice molto felice per me. Solo due anni io mi sono rifiutata di salire. Ora mi piacerebbe così tanto salire su un "areone" grande e viaggiare, senza panico, senza quella sensazione di scomparire. Più di tutto vorrei non pensarci, farlo e basta. Godermi il piacere di farlo. Regalarmi questa cosa.Come salire su quell'ascensore. Penso di aver capito che le mie paure sono legate alla mancanza di fiducia, o meglio, alla paura che le cose non siano come sembrano. Che non ci si possa fidare. Che tutto cambi, ovviamente in peggio. Ed inoltre penso che, nel mio caso, a questo si associ una forma di controllo. Ricordo che una volta andando in Corsica in traghetto (avevo già quasi 30 anni) io cercavo di non muovermi assolutamente perchè così anche la nave sarebbe stata ferma e non avrebbe ondeggiato. Sic. Bhe la ringrazio per avermi ascoltato. Un giorno quando ne avrò veramente il coraggio verrò da Lei. Anna

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